Doverosa specificazione

James Christoper Allen non esiste e così la sua famiglia.
Tutto quello che viene riportato su queste pagine virtuali, quindi, non è realmente successo.
È frutto della fantasia di un gruppo di players che si divertono.

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giovedì 8 gennaio 2015

It's Christmas, today!

Questa mattina, avvicinandomi al bancone ho trovato un pacchetto rosso circondato da un nastro dorato e ho pensato che Tillie avesse deciso di spedire i suoi regali a tappe ma quell'involto rettangolare non arrivava da mia sorella. La grafia sulla busta bianca era tondeggiante, le 'a' e le o' si confondevano,  gli occhielli delle 'g' erano panciuti, tutto sommato era ordinata, spiccava per la vivace tonalità turchese dell'inchiostro: 'A James Allen' era scritto, non c'era il francobollo, qualcuno l'aveva recapitata a mano.
Sono anni che non ricevo un dono, ad eccezione di Tillie e di Marlene che desidera farmi sentire a casa o che cerca di colmare il vuoto lasciato da Mervin, mi sono scoperto abbastanza curioso da procrastinare la colazione.
Il biglietto era scritto in stampatello con un penna a sfera verde smeraldo.
«Caro James,
Non è il 25 Dicembre, ma so che quel giorno è una semplice convenzione e non cade alla nascita terrena di un Emissario di Dio, bensì in un crocevia di infinite festività religione.
Io credo che il 25 Dicembre ci debba ricordare quanto siano preziose le persone attorno a noi, quanto sia giusto pensare a loro e porgergli un aiuto spontaneo, genuino che arriva dal cuore.
Penso che tutte le volte che qualcuno usa usa il proprio tempo per qualcun altro, quando noi dedichiamo un pensiero, una parola gentile, un gesto affettuoso a chi ci è attorno, festeggiamo il Natale, perché forse non è una nascita che dovremmo festeggiare ma un atto di totale generosità.
Questo è un piccolo regalo di Natale, spero che possa ricordarti che io cercherò di essere aperta, disponibile ad ascoltarti quanto le pagine bianche di un taccuino.
Non posso dire di conoscerti bene, James però non ho dubbi sulla tua bontà. Non posso dire di conoscerti bene, James, ma vorrei rimediare.
Annota i pensieri positivi, i ricordi felici, i progetti che ti proponi e forse, in futuro, rileggendolo, sorriderai.
Con affetto,
Danica.»
Ho trovato un diario rilegato artigianalmente, la copertina in cuoio ha incisi i rami di un albero e può essere chiuso con un laccio dalla cinghia in metallo a forma di spirale, non può dirsi un taccuino classico ma è oggettivamente bello, originale, ho sfogliato le pagine bianche chiedendomi cosa potesse scrivere qualcuno come me. Potrei cominciare dai consigli di Danica.
Umabel nutre un profondo affetto per quella ragazza, non perché ha sposato Charles Archer, sa che è un'anima generosa, che possiede una forza di volontà ferrea con cui si oppone ai bassi istinti della belva. Le ha sempre detto che l'amore, la stima di chi le stava accanto erano meritate, ben riposte e io credevo esagerasse, che fosse un giudizio offuscato dalla pietà ma gli Angeli hanno sentimenti diversi, nascono dalla profondità con cui sondano la mente, raramente vedono la luce, dove è buio.
Vorrei regalarle la sicurezza che Charlie sia rimasto il suo compagno, che il sua vita di coppia non abbia subito drastici mutamenti ma proseguirà serena, anche nelle difficoltà e non per il senso del dovere di Charles verso una povera donna segnata a vita da una maledizione, non verso i suoi figli bensì per lo stesso amore incondizionato che l'ha spinto ad accettare una Mannara nella sua casa, nel suo cuore.
Io sono convinto che sia ancora innamorato di sua moglie, Danica spera che lui possa accettarla ancora una volta, forse hanno bisogno di parlare e chiarire la situazione senza girarci attorno.


Handmade Leather Book Journal Diary Notebook, Roots


Grace era capace di formulare cinque parole in una giornata, prima che nascesse Lucie. Non era arrabbiata, non aveva uno specifico motivo per essere triste, semplicemente il passato bussava alla porta e doveva farsi forza, affrontarlo. Osservavo la sua battaglia, mentre era raggomitolata sul divano o nel letto, chiedendomi cosa potessi fare per confortarla.
«Dimmi cosa senti.» scivolavo accanto a lei, cercavo di stringerla fra le braccia, talvolta si divincolava, altre si rilassava.
«Mi sento pesante.» rispondeva in tono afflitto: «Sento di avere delle pietre legate alle caviglie, sento di sprofondare nel mare, in un'acqua scura dove non vedo niente.»
Era doloroso ascoltarla, doveva essere una sofferenza maggiore essere in quella condizione.
«Aggrappati a me, io non ti lascerò annegare.» dicevo.
Bugiardo.
«Io starò sempre con te: parlami o rimani in silenzio, piangi, confidati, rifletti o riposa. Puoi fare qualsiasi cosa, io sarò al tuo fianco per sostenerti, per consolarti, per farti sorridere, per amarti. Non tagliarmi fuori, non escludermi, non fingere. Io ti amo, sei la donna che più ammiri, la persona di cui mi fidi ciecamente, non aver paura di chi puoi essere, perché io amo ogni parte di te.»
Non era abbastanza.
Grace cominciava a parlare, gradualmente, non sempre riuscivo a seguire il filo dei suoi pensieri ingarbugliati che erano ricordi mischiati a paure, sensazioni astratte e altre fin troppo reali. Restavo ad ascoltarla, capivo che aveva bisogno di qualcuno che dividesse il suo fardello e io cercavo di farlo.
Non ci sono riuscito.
Quei giorni passavano, alla fine erano temporali a cui seguiva il sole e mi svegliavo al mattino, sentendo il suo calore, ritornava a sorridere e facevamo l'amore, a costo di tardare al lavoro.
Posso sentire la sua pelle scivolare sotto le mie dita, il suo respiro contro il mio collo e il suo profumo, ora che l'ho perduta.
Devo arrendermi alla realtà: è andata, Umabel è sicuro che potremo riscattarla e ricongiungerla a Lucie, io non chiedo altro.
Devo arrendermi al presente: non ho una moglie, sono il tramite di un Angelo che ha dubitato di Dio e questa è la mia nuova casa e tutto sommato, sono contento così.

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