Doverosa specificazione

James Christoper Allen non esiste e così la sua famiglia.
Tutto quello che viene riportato su queste pagine virtuali, quindi, non è realmente successo.
È frutto della fantasia di un gruppo di players che si divertono.

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lunedì 3 agosto 2015

Keep On Walking

Like a stone carried on the river
Like a boat sailing on the sea
Well I keep on walking
Oh, I keep on walking
Till I fine that old love
Or that old love, comes to finds me.

Marlene avvolge il test nella carta igienica e poi lo butta nel secchio sotto al lavello. Non sa nemmeno lei perché non ha detto subito a James di aver visto Mervin in quelle grotte. È stato straziante per lei, tornando a casa dalla foresta, non ha fatto altro che piangere e quando si è infilata sotto la doccia, ha continuato a farlo. Ora che ci pensa, nemmeno il giorno della sua morte aveva pianto a quel modo. Quel giorno, una parte di lei si è spenta, è vero, ma l'altra, quella sopravvissuta, non aveva mai processato davvero la separazione fino a quando, per miracolo, non se l'è trovato davanti in quelle grotte. Si umetta le labbra. «Perché gli ho detto arrivederci.» risponde dopo qualche momento «Non l'avevo ancora fatto.» Si siede sul bordo della vasca tenendo le mani a reggersi ai lati delle anche. «Quando seppi che era morto, entrai nella stanza dove l'avevano messo, lo baciai un ultima volta e ...» alza le spalle: «Il buio fino a che Gabriel non mi ha appoggiato una mano sulla spalla e mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto.» E da lì è iniziata la sua avventura a Sunnydale. «Non ho mai affrontato davvero la separazione, non c'ero quando è stato interrato, non ho visto la terra chiudersi su di lui e non ho potuto dire, su quello che è stato: è andato avanti senza di me, devo continuare da sola.» Infila una mano sotto i capelli e infila una mano sotto al collo: « Sapevo che non c'era più, ma la misura della sua mancanza, l'ho capita solo l'altra sera, quando l'ho visto tornare in cielo è su una strada diversa dalla mia, non volevamo che succedesse, ma è successo.» Si alza: «Questo non vuol dire che ti abbia usato, che in questi mesi tu sia stato un coperchio su quello che c'era sotto, no.» scrolla la testa: «Ho solo dovuto capire quanto fossi arrabbiata con lui, per lasciarlo andare, rendermi conto che, la ferita che sentivo era si causata dalla sofferenza, ma anche dall'incazzatura mortale che avevo nei suoi riguardi. Mi aveva promesso che almeno lui non sarebbe morto, mi aveva mentito e io avevo interiorizzato una rabbia da donna tradita che solo l'altro giorno ho buttato fuori e finalmente ho messo il cuore in pace su quella parte della mia vita. Lui non c'è più, non è andata come avremmo voluto, ma non è stata colpa di nessuno. Né mia, né sua, né di ...» scrolla le spalle. «Per la gravidanza...» soffia dalle narici: «Non te l'ho detto subito perché non volevo che pensassi che sto provando a incastrarti.» il tono diventa impacciato «Nel giro di sette mesi, con tre figli a carico, non volevo darti l'impressione di una che vuole chiudere la pratica il più presto possibile per paura che il pollastro scelto scappi. Ero contenta quando, facendo i conti ho iniziato a pensare di poter essere incinta, ma allo stesso tempo, mi è salito il panico... Lo so, non sono normale.»
James resta seduto, ascolta senza interrompere, non è un litigio, casomai un chiarimento. Vorrebbe ricevere delle informazioni, le chiede con tranquillità, come farebbe un qualsiasi compagno. «Sono vedovo.» le ricorda. In parte, può capire la sofferenza che può causare la separazione. «Diversi giorni fa, sognai il giorno in cui tornai a casa dal funerale di Grace e bruciai tutto. Lucie era dietro di me, confusa. Non capiva perché buttassi via i suoi giocattoli, i suoi vestiti e quelli della mamma, le sue fotografie. Ashe ha cercato di irretirla, in tre secondi, Lucie l'ha liquidata.» c'è una punta di orgoglio, nel riferirlo. «Ashe ha dato un calcio al bidone, il fuoco divampava e io volevo solo cadere. Non buttarmici dentro ma crollare, cedere. Sarei morto bruciato, forse dopo un'agonia tremenda ma non me ne fregava un accidente. Vedevo solo una via d'uscita da quel male ossessivo, da quel vuoto oscuro che mi ingoiava e... Lucie si è lanciata, ha circondato le mie gambe, mi ha tenuto in piedi. E in quel preciso istante, nel sonno, ho realizzato quanto profondo fosse lo strappo nel mio cuore.» si gratta la tempia con la mano destra: «Il dolore non svanisce mai, impariamo a conviverci. La nostra personalità è come una casa e avremo sempre una stanza buia, chiusa a chiave e quella camera è per il dolore. È parte di noi, sino a quando rimaniamo in quella stanza buia, sino a quando rifiutiamo la sua esistenza, siamo nel baratro.» fa spallucce. «Non sono geloso. Non credo tu mi abbia ingannato.» risponde pacifico. «La gravidanza.» ripete a sua volta. «La realtà è che non avrei mai pensato a qualcosa di simile, ma io ho una figlia. Io ho tre figli. Non potrò mai smettere di essere il papà di Lucie. Non vorrò mai smettere di essere suo padre, di amarla, di rimpiangerla. È così... Doloroso... Essere lontano da lei. Penso a una bambina da crescere, da amare. Non tolgo nulla a Lucie. Lei sarà sempre mia figlia, però... Non sono sicuro che la sua... Perdita possa diventare come le altre. Voglio avere un'altra figlia?» sospira: «Sì.» ammette piano. «E però ho paura, anche di deluderla, ho paura che veda le sue sorelle, suo fratello e pensi che suo papà non la ama più, che preferisce gli altri e...» si passa la mano sulla fronte, scrollando il capo.



Marlene allunga le mani verso quelle di James, prova a prenderle e se ci riuscisse, ne bacerebbe il palmo. Nonostante sia una chiacchierona, a volte, ci sono momenti, come questo, in cui preferisce agire invece che parlare. Se fosse riuscita a prendere le mani di James, se le appoggerebbe ai lati della faccetta sempre un po' fredda per colpa di Azrael. «Mind Palace.» fa eco: «Anche se io credo di avere un Mind Bungalow.» o qualcosa di altrettanto piccolo e potenzialmente incasinato. «È stato questo il mio problema credo. Non accettare la presenza di quella stanza, ignorarla, non entrarci mai dentro, ma solo dalla porta.» inspira profondamente: «Non ho mai affrontato il dolore fino a quel momento, il mio cervello ha deciso di spegnersi, e in quest'ultimo anno ho solo cercato di farlo riaccendere, ignorando tutto quello che avrebbe potuto comprometterlo.» L'è scattato l'istinto di sopravvivenza in poche parole decidendo di salvare prima sé stessa e poi di affrontare quello che le era capitato dandole il giusto peso nella sua vita. Alza entrambe le sopracciglia «Non credo che la sensazione di tradimento se ne andrà facilmente...» mormora: «Non importa quello che tu faccia, l'impressione di starle togliendo affetto sarà sempre lì, dentro di te, perché non puoi armarla in prima persona.» continua dopo un momento. «Però c'è da dire che Lucie ti ha salvato, nel momento in cui avrebbe potuto decidere di chiamarti a lei, si è appesa alle tue gambe e ti ha tenuto in vita. Ha voluto che tu andassi avanti, ed è rimasta con te fino a quando non è stata certa che questo sarebbe avvenuto.» Se avesse le mani di James fra le sue, le strofinerebbe delicatamente: «Non ti ha lasciato fino a che non è stata certa che tu non saresti stato sicuro sulle tue gambe e merita di essere ricordata, ogni giorno, a Noelle e Killian, a questa bambina che verrà, dovrai parlare di quanto una bambina così piccola sia stata coraggiosa e che sarebbe stata un esempio da seguire nel corso della vita se avesse avuto la fortuna di diventare donna.» gli sorride «Devi onorarla tutti i giorni, come lei ha onorato la tua vita, proteggendoti. Non devi fare altro.»

Well I'm like a stone,
And I'm carried on the river
Like a boat sailing on the sea
Oh, well I keep on walking
Well I said I'll keep on walking,
Till I fine that old love
Or that old love, comes to finds me.

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