Doverosa specificazione

James Christoper Allen non esiste e così la sua famiglia.
Tutto quello che viene riportato su queste pagine virtuali, quindi, non è realmente successo.
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venerdì 27 febbraio 2015

One day...

Ricordo perfettamente il momento in cui i disegni di mia figlia presero fuoco, insieme alle fotografie, ai pigiami, alle calzine di cotone rosa e vedo con la coda dell'occhio, un foglio con un sole sorridente nell'angolo e una strana creatura, forse un coniglio bianco che salta fra le nuvole, sotto c'è un manto erboso con fiori colorati. Non potrò mai scordarlo, quell'attimo in cui ho fatto un passo indietro, anche se nell'anima volevo unirmi a quelle immagini, essere sigillato a loro attraverso le fiamme.
Tillie ha salvato alcuni lavoretti di Lucie, numerose foto, altri piccoli ricordi che l'hanno aiutata durante i mesi, gli anni di tristezza. Amava sua nipote, faceva splendidi giocattoli in legno per lei ed era sempre disponibile con Grace, sempre comprensiva nell'ascoltarla; perderle è stato un duro colpo per mia sorella.
Vorrei ritornare indietro, spegnere quel rogo e stringere quegli oggetti preziosi, quando ripenso a Dama Ainwen, rivedo il foglio annerirsi e non so cosa mi trattenga dal piangere, probabilmente Umabel che ripete quanto sia bello il cielo di Lucille in cui possono sognare tanti altri bambini, adesso che lei è con i nonni, in Paradiso.
La realtà è che non ho veramente cancellato ogni traccia di lei, forse involontariamente, ho conservato una foto scattata da Grace. Lei sta sorridendo con i suoi occhi vivaci, Grace teme che possa muoversi, così io resto alle sue spalle, facendola sorridere e lo scatto è perfetto.
Mi chiedo se, un giorno, Noelle e Killian vorranno sentir parlare di Lucille e di cosa amava, se proveranno qualcosa per una bambina che non hanno mai conosciuto, che nel mio cuore è loro sorella.
«Vorranno sapere ogni minimo dettaglio.» ha assicurato Danica: «La tua prima nipotina si chiamerà Lucille o il tuo primo nipote avrà per nome Luc. I tuoi figli si rammaricheranno di non averla conosciuti, come i miei.»
Danica trova sempre le parole adatte, riesce sempre a distendere le labbra in un sorriso, anche quando è inquieta, sotto pressione e credo che esistano pochi individui con la sua forza di volontà, con la sua energia positiva che utilizza per sé, che sa donare agli altri.
In una strana, contorta maniera, riesco a capire cosa ha spinto il suo Creatore ed è lo stesso istinto che ho avuto io, vicino alle fiamme.
Sono zone oscure, dove è meglio che non mi addentri.
Stasera, addormentati i bambini, ho preso la scatola di legno e l'ho aperta: Lucille mi ha sorriso. Ho sentito il cuore frantumarsi, ricomporsi, ardere e gelare. Ho tenuto l'immagine fra le dita tremanti, senza emettere un suono che attirasse l'attenzione.
Mi mancano ad ogni singolo respiro, sarà così sino alla fine dei giorni. Non sono perdute, forse ma l'assenza è un campo arido, dove crescono pensieri malsani e guardo il suo volto innocente, vorrei domandare a Samuel, se è stato lui a traghettarla o se pensa che il Traghettatore sia stato gentile con lei, se l'abbia aiutata e sia riuscito a non spaventarla. Non sono sicuro possa rispondermi, mi dicono sia stato un attimo, la sua morte: un dolore lancinante, breve.
Non ci voglio pensare, a questo... Voglio soltanto tenere questa foto, un giorno la mostrerò a Marlene, le dirò che è mia figlia e che il vestito era abbastanza comodo da farla giocare, ma sua mamma l'aveva cambiata per andare a cena dalla zia, lei non aveva apprezzato l'abito bianco con la gonna ampia, però non aveva fatto i capricci... Un giorno, lo racconterò a Noelle e Killian, un giorno, questa sofferenza sarà tollerabile.

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