Ricordo perfettamente il
momento in cui i disegni di mia figlia presero fuoco, insieme alle
fotografie, ai pigiami, alle calzine di cotone rosa e vedo con la
coda dell'occhio, un foglio con un sole sorridente nell'angolo e una
strana creatura, forse un coniglio bianco che salta fra le nuvole,
sotto c'è un manto erboso con fiori colorati. Non potrò mai
scordarlo, quell'attimo in cui ho fatto un passo indietro, anche se
nell'anima volevo unirmi a quelle immagini, essere sigillato a loro
attraverso le fiamme.
Tillie ha salvato alcuni
lavoretti di Lucie, numerose foto, altri piccoli ricordi che l'hanno
aiutata durante i mesi, gli anni di tristezza. Amava sua nipote,
faceva splendidi giocattoli in legno per lei ed era sempre
disponibile con Grace, sempre comprensiva nell'ascoltarla; perderle è
stato un duro colpo per mia sorella.
Vorrei ritornare
indietro, spegnere quel rogo e stringere quegli oggetti preziosi,
quando ripenso a Dama Ainwen, rivedo il foglio annerirsi e non so
cosa mi trattenga dal piangere, probabilmente Umabel che ripete
quanto sia bello il cielo di Lucille in cui possono sognare tanti
altri bambini, adesso che lei è con i nonni, in Paradiso.
La realtà è che non ho
veramente cancellato ogni traccia di lei, forse involontariamente, ho
conservato una foto scattata da Grace. Lei sta sorridendo con i suoi
occhi vivaci, Grace teme che possa muoversi, così io resto
alle sue spalle, facendola sorridere e lo scatto è perfetto.
Mi chiedo se, un giorno,
Noelle e Killian vorranno sentir parlare di Lucille e di cosa amava,
se proveranno qualcosa per una bambina che non hanno mai conosciuto,
che nel mio cuore è loro sorella.
«Vorranno sapere ogni
minimo dettaglio.» ha assicurato Danica: «La tua prima nipotina si
chiamerà Lucille o il tuo primo nipote avrà per nome Luc. I tuoi
figli si rammaricheranno di non averla conosciuti, come i miei.»
Danica trova sempre le
parole adatte, riesce sempre a distendere le labbra in un sorriso,
anche quando è inquieta, sotto pressione e credo che esistano pochi
individui con la sua forza di volontà, con la sua energia positiva
che utilizza per sé, che sa donare agli altri.
In una strana, contorta
maniera, riesco a capire cosa ha spinto il suo Creatore ed è lo
stesso istinto che ho avuto io, vicino alle fiamme.
Sono zone oscure, dove è
meglio che non mi addentri.
Stasera, addormentati i
bambini, ho preso la scatola di legno e l'ho aperta: Lucille mi ha
sorriso. Ho sentito il cuore frantumarsi, ricomporsi, ardere e
gelare. Ho tenuto l'immagine fra le dita tremanti, senza emettere un
suono che attirasse l'attenzione.
Mi mancano ad ogni
singolo respiro, sarà così sino alla fine dei giorni. Non sono
perdute, forse ma l'assenza è un campo arido, dove crescono pensieri
malsani e guardo il suo volto innocente, vorrei domandare a Samuel,
se è stato lui a traghettarla o se pensa che il Traghettatore sia
stato gentile con lei, se l'abbia aiutata e sia riuscito a non
spaventarla. Non sono sicuro possa rispondermi, mi dicono sia stato
un attimo, la sua morte: un dolore lancinante, breve.
Non ci voglio pensare, a
questo... Voglio soltanto tenere questa foto, un giorno la mostrerò
a Marlene, le dirò che è mia figlia e che il vestito era abbastanza
comodo da farla giocare, ma sua mamma l'aveva cambiata per andare a
cena dalla zia, lei non aveva apprezzato l'abito bianco con la gonna
ampia, però non aveva fatto i capricci... Un giorno, lo racconterò
a Noelle e Killian, un giorno, questa sofferenza sarà tollerabile.