James sorride: «Rilassati.» indica a Wilfred lo sgabello su cui era seduto. «Non sarai accecato da un lampo di luce divina. Hai detto una cosa giusta: è la mano tesa di un amico, perché è ciò che vogliamo essere per voi. Amici, fratelli, persone da conoscere, a cui voler bene. Noi non cerchiamo alcun atto di adorazione o di sottomissione, siamo i Messaggeri del Padre, abbiamo camminato con voi sin dal principio.» racconta con quella voce ibrida che smorza la potenza di Umabel nella bonomia di James: «Ci guardavate con gli occhi innocenti dei bambini, senza timore. Voi sapevate che eravamo parte della Creazione, poi il mondo è cambiato, plasmato da altre forze, eppure dentro di voi c'è ancora una scintilla dell'affetto che un tempo nutrivate per tutti quanti noi.» fa una nuova pausa, tende il braccio per cercare di posarlo sul torace di Wilfred: «Io sono Umabel.» annuncia con il tono autorevole ed amabile l'Arcangelo: «Il mio nome significa che Dio è glorificato sopra ogni cosa. Io credo che sia la Verità, perché solamente a Dio spetta eterna gloria. Gli Uomini sono polvere. Gli Angeli sono scintille. Egli soltanto è Onnipotente, né mai deve cambiare, perché perfetto. Io nacqui prima che lo Spazio ed il Tempo avessero una definizione, venni plasmato attraverso la Virtù della Carità, vincolo per accostarsi al Padre. L'amore verso il Padre e la Sua mirabile opera, ardeva in me come un turbine di fiamme ed era il mio calore che sentiva l'oppresso, era il sollievo che coglieva il cuore affranto.» cerca di posare il palmo sul tessuto: «Appartenevo alla Legione di Michele, nostro splendente Principe e con lui, discesi sulla Terra per combattere. Amai i miei fratelli, amai Dio ed amando dubitai. Le mie ali furono spezzate, il mio comandante venne catturato.» socchiude gli occhi, ormai blu: «Ascolta il tuo cuore, sentirai che le mie parole non ti sono lontano. Siamo fratelli. Uomini e Angeli sono nati dall'Amore. È una Verità che nessuno, neanche il Primo potrà mai sradicare.» sorride, l'aura sembra circondarli, rigenerandoli in una stretta salda ed è divenuta uno scudo sollevato che li protegge da qualsiasi attacco.
Doverosa specificazione
Tutto quello che viene riportato su queste pagine virtuali, quindi, non è realmente successo.
È frutto della fantasia di un gruppo di players che si divertono.
Volete divertirvi con noi?
Qui
domenica 12 luglio 2015
giovedì 2 luglio 2015
Life and Dream
Ho sognato Grace, questa notte. È la ragione per cui sto scrivendo, in una casa silenziosa, buia con l'unica compagnia di Isolde, il primo cane adottato da Mervin Ezra Cooper.
Ero di pessimo umore, la presenza insidiosa nella mia testa non accennava a placarsi e io posso subire l'influenza di spiriti crudeli, a differenza di Wilfred.
Grace mi aspettava in soggiorno, credevo di aver scordato come l'avessimo arredato, invece ricordo ogni minimo dettaglio, persino il profumo delle candele che tanto la rilassavano.
Lei mi veniva incontro, aveva i capelli castani sciolti sulle spalle, indossava uno dei suoi cari tubini dai colori neutri e stendeva le braccia per circondarmi il collo, ci baciavamo come se ci fossimo salutati quella stessa mattina.
«Bentornato.» diceva.
Nel sentire la sua voce, ho sentito il cuore frantumarsi sotto il peso dell'assenza, tutto di lei mi è mancato, tutto di lei continuerà a mancarmi sino alla fine dei giorni.
L'abbracciavo per imprimere nella memoria la più insignificante delle sfumature, forse piangevo ma lei non sembrava accorgersene, le dita fra i suoi miei capelli erano diverse da quelle di Marlene, non avevo un tocco più amorevole o più aspro, erano solamente differenti.
Il tempo non scorreva, lo spazio non era reale, sarei potuto rimanere interi anni ad ascoltare il battito del suo cuore.
Lo scampanellio del triciclo, mi ha fatto sobbalzare, mi sono girato e Lucie stava guidando il suo trabiccolo con aria soddisfatta, era la mia bambina dai capelli biondi, luminosa come l'aurora, vivace come una sorgente d'acqua fra le rocce, era la nostra unica figlia, la nostra gioia, la nostra speranza, il nostro futuro.
Grace diceva qualcosa, lei non amava che usasse il triciclo in casa, sul parquet appena lucidato della sala, quanto è assurdo pensare che fossi d'accordo, che non le permettessimo di mangiare le caramelle gommose, dopo la cena e che Moki Moki sgusciasse nei suoi sogni per farla cadere dalle nubi di zucchero sui morbidi marshmellow che addentava ridendo. Lucie scendeva per corrermi incontro, il passo traballante dei bambini, la voce sottile che mi chiamava: «Papà.» mentre la sollevavo.
Ero in lacrime, non ero stato in un angolo così pacifico della mia esistenza.
Volevo rimanere, Umbel era il sole che vorticava nel cielo terso.
«Ricorda l'uomo che sei, James.» mi spronava, restavo accanto alla finestra per guardarlo, non capivo se era stato lui a portarmi sin lì. «Ricorda l'uomo che hanno amato.»
Cullavo Grace, i suoi capelli biondi erano sottili ed il suo sorriso aveva la timidezza ereditata da Grace, l'ho guardata, ho pensato a quanto si sarebbe divertita con Noelle, con Killian, invece non si sarebbero mai incrociati. O forse sì, in un avvenire distante e in un'altra dimensione, in un'altra vita.
Vedevo passare sulla strada: Danica incinta di Etienne, teneva Eirene per mano insieme Charles, parlavano di come sistemarsi nella nuova città, scorgevo Rei con la sua altera eleganza, gli occhi dal taglio allungato non potevano nascondere l'umanità che pulsava nel cuore, passava Lorien con i bambini suoi e di Sean, c'era Rebecca incinta di Natasha, ridevano per qualcosa che stavano ricordando, arrivava Gabe con i gelati per i piccoli e andavano oltre. Attraversava la strada, Amina con le gemelle, Kevorin aveva il passeggino con i gemelli, quattro figli per due licantropi casinisti, la loro era una famiglia felice ma terribilmente rumorosa. Gli Archer tornavano indietro, Danica abbracciava Benedict, il cugino nato da uno stupro, l'artista introverso e comprensivo, c'era Sakura con lui che si destreggiava a sistemare la copertina del figlio e il biberon d'acqua della figlia, era felice, lo era anche Benedict e forse Danica è la sola al mondo che possa abbracciarlo, dopo Sakura.
«La vita che scorre non ha solo cadute, ci sono anche risalite. Pensi sia un'illusione, ma è la più profonda verità: c'è gioia, gentilezza, amore e luce nella via che percorriamo. Siamo noi a scansarla, a rifiutare le occasioni di essere felici.» proseguiva Umabel: «Quella che vedi è un susseguirsi di eventi: le persone si sfiorano, si conoscono, si amano, ridono, piangono insieme. Non è una linea retta, non è un sentiero senza ostacoli ma quando giungi alla fine ti volti, James Allen, conta i sorrisi che ti hanno rivolto, l'affetto che ti hanno donato, le parole di conforto che hai udito e saprai, che la tua è stata grande, magnifica avventura.» ha concluso.

Sapevo cosa desiderasse, mi è parso troppo, Lucie è scivolata dalle mie braccia per andare dalla mamma, lei si accostata per accarezzarmi il collo. «Ti ho amato. Sei l'unico uomo che abbia mai amato. Hai visto ogni lato di me e l'hai amato. Nessuno l'avrebbe fatto. Mi hai dato il tuo cuore ed io il mio.»
Sapevo cosa desiderasse, mi è parso troppo, Lucie è scivolata dalle mie braccia per andare dalla mamma, lei si accostata per accarezzarmi il collo. «Ti ho amato. Sei l'unico uomo che abbia mai amato. Hai visto ogni lato di me e l'hai amato. Nessuno l'avrebbe fatto. Mi hai dato il tuo cuore ed io il mio.»
Ci baciavamo, sapevo che sarebbe stata l'ultima volta. Ho sfiorato la testa di Lucille.
«Grazie per avermi salvato dall'incendio.» ho mormorato: «Per essere nata, per avermi sorriso e chiamato 'papà'. Non smetterei mai di volerti bene, non sarai mai un ricordo. Sei mia figlia. Non esiste il passato per i figli.» ho alzato gli occhi su Grace: «Avrei passato la vita con te.»
Grace ha annuito.
«Addio, marito mio.» ha detto, accompagnandomi alla porta: «Che giorni felici abbiamo conosciuto!»
Mi sono voltato, un istante ed ero nella stradina che portava alla Secret House, solamente Umabel era con me.
«Perché?» ho domandato, non provavo rabbia, solo qualcosa che era speranza e sofferenza nella stessa misura.
«Dama Aiwen e Mous erano preoccupati. Non è opera loro, però. C'era solo verità in questo sogno, ma per averlo, serviva il loro reame, il loro potere.» ha ammesso: «So quanta paura nutra, ma non scordare chi ti ha amato, chi hai amato e tutto il bene che hai visto nel mondo, attraverso i tuoi ed i miei occhi. Non cedere alla disperazione, non sei solo.»
Percepivo l'aura di Nina, legata alla morte, alla rabbia ma non alla malvagità e quella selvatica, aggressiva di Danica, intravedevo Wilfred con la fedele Clarice accanto con le sue ali scheletriche, c'era persino Enid. Non ero solo. Non ero perduto.
"Goodbye, my husband. What happy days we have known!"
Mi sono svegliato col messaggio di Wilfred Mott. L'ho informato del tradimento di Brennan, gli ho detto di essere paziente con Enid, ha cinque o sei anni meno di me, non mi spiacerebbe averlo come fratello. È onesto, ironico, paziente e coraggioso. Ha un altruismo raro e non vedo ombre nel suo sguardo. È forse questo, che avvertono gli spiriti. Gli uomini buoni sono rari, quelli costanti negli affetti ancora di più e lui è entrambe le cose.
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