Doverosa specificazione

James Christoper Allen non esiste e così la sua famiglia.
Tutto quello che viene riportato su queste pagine virtuali, quindi, non è realmente successo.
È frutto della fantasia di un gruppo di players che si divertono.

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martedì 24 marzo 2015

The Strong Ones

James annuisce, cerca di restare seduto con il busto sollevato dai cuscini. La scatola in cui è custodito lo specchio è un rompicapo cinese. La croce che sporge deve essere premuta e girata in senso orario contemporaneamente per consentire al meccanismo di scattare. «Suppongo non possa fare molto altro per Eve.» aggiunge a Marlene. Annuisce stancamente, guarda il coperchio sollevarsi e lo specchio uscire. Tiene lo specchio, sul principio non scorge nulla ma poi la superficie lo porta alla scena di Eve, in lacrime che medica il suo compagno. «EVE!» quasi urla per l'urgenza di farsi sentire: «RESISTETE!» cerca di sfruttare la propria energia, quella di Marlene, ma non è sufficiente. «Avranno sentito?» domanda alla Serafino, con un filo di voce. «Non so cosa sia successo, forse Griever si è opposto a suo padre.» cerca di congetturare. Fa una pausa, prende un po' di acqua. «Penso che se ci riunissimo, potremmo avere più energia: Roscoe, Danica, Nina e Samuel, come tu e la Suprema. Avremmo modo di parlare, di comunicare, di sapere...» resta a fissare la superficie, si morde il labbro inferiore. Umabel e James sono ormai persuasi a salvare la famigliola, ovunque essa si trovi. È così, l'uno è un Angelo nato nella Carità e l'altro è una specie di santo.
Marlene sussulta quando James chiama Eve, allunga il collo per guardare lo specchio, senza toglierlo dalla visuale di James, ma vede solo il riflesso suo e quello del compagno. Preme le labbra una contro l’altra e scrolla la testa. Non sa dire se l’abbia sentita. «Sta calmo.» cerca di rabbonirlo «Non ti fa bene agitarti così ora come ora.» Facile a dirsi, ma non a farsi, anche la sua aura è increspata di inquietudine. «Ti ha detto che la sua bontà sta tornando, no?» gli chiede. «È probabile che si sia rivoltato al padre, sì.» Sospira rimanendo per un momento in piedi. «È probabile che lo specchio, per funzionare abbia bisogno di tanta energia, tu da solo hai visto i sogni di chi ti sta accanto, già con la mia, sei riuscita a vederla.» Forse, anche a farsi sentire, chissà. Si preme un dito sulle labbra. «Si potrebbe tentare, tutti assieme in una stanza, tutti a dare energia e vediamo che succede.» Torna a letto, sedendosi sul bordo: «Le siamo vicini, lei lo sa, e resisterà perché è una futura mamma e una donna innamorata.» prova a prendere le mani di James fra le sue: «Non devi preoccuparti per lei, sa che le siamo vicini, riuscirà a resistere.» È solo una pia illusione la sua, ma lo dice con tutta la convinzione del mondo, tanto da far credere che possa essere reale che la situazione sia vicina alla conclusione. «Te la senti di darti una ripulita?» gli chiede alzandosi per togliergli le scarpe «Così magari io cambio il letto.» non lo vuole sfrattare ma Killian è in quel periodo della vita in cui il letto di mamma e papà risulta irresistibile. «Sappiamo che Griever è buono, che la sua compagna lo è, che Moki Moki vuole salvarli, che Fenrir agisce in qualche modo su Griever per farlo contagiare.» cerca di tirare le somme: «Ci manca solo da sapere dov’è e come fare per tirarlo fuori dal controllo del padre, anche se penso che per quello ce la stia facendo bene da solo.»
James resterà col dubbio, rimane con lo specchio fra le mani, la bocca tesa in una smorfia, la fronte aggrottata. Immagina che Griever sia stato pestato come una bistecca, che Eve abbia veduto ma senza poter agire, perché incinta e già debole di suo, pensa a quanto stiano soffrendo e questo non piace a Umabel come a James. Accetta le rassicurazioni di Marlene, non ha scelta e può sperare che Mous vada ancora ad aiutare il nipote e la Alpha, nei sogni o meno, dando loro un po' di conforto ma oltre non sa spingersi. «Deve esserci una maniera per localizzarli.» si gira verso la compagna. Puntare il dito sul mappamondo, ad esempio. Aspetta qualche minuto, casomai ci fosse altro da vedere, un saluto da parte di Moki Moki, qualsiasi cosa, poi cerca di sistemare lo specchio nella scatola con un sospiro avvilito. «Riesce a rimediare dure punizioni, certo è un passo avanti ma merita di meglio, credo che sia per questo che Moki Moki tiene a lui, come a Eve.» conclude. È un po' debole, l'idea della catena energica lo solletica. «La Luna si avvicina.» fa notare torvo, in quei giorni anche la quieta Danica manda scintille. «Tanto quieta, Dany non è. L'avessi sentita minacciare Ashe.» considera fra sé e sé. La mano sinistra resta nella scatola, le dita sfiorano qualcosa, l'aura sembra ripiegarsi, poi espandersi per quanto ancora vulnerabile, gli occhi grigi si spostano a fissare un punto indefinito. L'indice e il medio stringono un sottile pezzo di carta, lo sollevano, sino a quando non è uscito completamente. «L'ho tenuta, anche se ho bruciato tutto perché volevo che bruciasse con me.» mormora, sembra un suono che arriva da lontano, basso e triste: «Lucille Mary Allen.» le mostra la foto della bimba, sul retro è stato scritto da Tillie 'Resurgam' in caratteri squadrati.
Marlene afferra la foto di Lucille e la osserva a lungo. Si siede, tenendola fra le mani, un sorriso dolce ad arricciarle le labbra. Non sembra stare guardando la foto di una bimba che non c’è più, non ha quell’espressione falsamente dispiaciuta che la gente mette su in automatico. Anzi, a guardarla, sembra che ne stia lodando la bellezza delle guanciotte e dei capelli biondi. «Bellissima.» mormora, allungando la foto di nuovo verso James. Si ferma però a metà, ritira la foto a sé, e la guarda con ritrovato interesse. Le iridi si colorano di un blu acceso e l’espressione si fa assorta, come se l’angelo, perché è obbiettivamente Azrael al momento e non Marlene stesse guardando una foto di qualcuno di conosciuto. «Nessuno si accorge mai quando un anima abbandona la terra, è come se qualcuno chiudesse piano la porta infondo ad una stanza affollata. Ci sono persone però, quelle più vicine alla porta, che riescono a percepire qualcosa.» preme le labbra una contro l’altra: «I bambini non vogliono lasciare i genitori, per questo motivo restano sulla terra un po’ più a lungo. Stanno accanto a loro, e quando se ne vanno, è perché sanno che il papà e la mamma stanno bene.» Piega leggermente la foto, in modo che James la guardi: «Lei è stata per parecchio tempo accanto a te, riesco a vederla chiaramente. Era accanto a te il giorno che hai bruciato tutte le sue cose e quelle di Grace, e stata lei a gridarti nelle orecchie di non farlo, di non gettarti fra le fiamme. È rimasta con te fino a che non sei più stato solo... Era una bimba davvero forte.» Marlene strizza gli occhi, e quando li riapre sono di nuovo nocciola. Si tocca la bocca, sorpresa, è strano che Azrael parli tanto, ma essendo l’angelo della morte, chi più di lei può saperle certe cose. Osserva James in attesa di qualsiasi reazione inconsulta, che sia provare a defenestrarla o strozzarla, prima di allargare le dita e sussurrare: «Co-Come stai?»
James non ha avuto il coraggio di fissarla, anche se la estrae e talvolta vi indugia con lo sguardo, i ricordi possono ferirlo come cocci di vetro nella carne, si passa la mano sinistra sulla fronte, la bocca è contorta in una smorfia, sembra persino tremare per la tensione nervosa, trattiene le lacrime con un verso basso, nasale, porta le dita alle labbra, senza che una replica prenda forma in lui. Sono esperienze di James, Umabel può soltanto soccorrerlo, aiutarlo a reggersi sulla propria volontà di resistere, di fare del bene, ma l'uomo rimane senza fiato. «I suoi disegni» è un sussurro: «Darei qualsiasi cosa per riaverli. Adesso, vedo le sue nuvole e riconosco Moki Moki. Se Elleront non fosse esistita, avrei distrutto i suoi sogni.» riesce a dire con un grumo di dolore che blocca la gola. «Invece, è rimasto intatto.» non c'è altro. L'aura è spossata, le emozioni la scuotono con violenza, ha lo sguardo lucido: «Un giorno, forse potrei parlarne a Noelle e Killian.» sforza l'ombra di un sorriso. «Lei è stata più forte di me.» e la mano torna sul copriletto, come inerte. Aspetta per dare una risposta a Marlene. «Sono stremato. Ho bisogno di una doccia e di riposare. È stata una serata molto difficile, ma ti ringrazio per essermi stata vicina.» fa una una pausa, ha detto questa parte senza sollevare il viso. «Ti amo. Non lo dirò spesso. Non sono adatto ma è vero.» deglutisce il pianto, la tristezza rimane, la debolezza anche, l'idea che Lucie sia stata con lui è dolce e devastante al tempo stesso, ha bisogno solamente di lavare via il sangue, scordare le visioni per ragionare, al momento è pallido, spossato. Umabel cerca di placare i ragionamenti, di lasciarlo con una pace malinconica, ci riuscirà piano piano.
Marlene: «Soffrivi e quando si soffre, non si pensa ad altro che al proprio dolore. Sono sicura che non se la sia presa.» mormora stringendo una mano di James nella sua e lisciando il dorso con il pollice: «L’amore dei genitori per i figli è immenso, e lo stesso vale per i figli…» ridacchia: «E poi, le bimbe sono sempre un po’ innamorate del papà.» Annuisce, se un giorno vorrà parlare a Noelle e Killian di Lucille, di certo non sarà lei a fermarlo. «Sarà un modo come un altro per continuare a farla vivere.» mormora: «Attraverso te, attraverso loro.» Si china per baciargli la mano che gli stava lisciando, e si alza. Lo aiuta a togliersi le scarpe, e annuisce al suo dire per quanto riguarda il bagno. «Apro l’acqua …» che ci vuole un po’ perché venga calda. Si ferma davanti alla porta del bagno, e lo guarda torcendo il busto. «Lo so.» gli risponde come se fosse Ian Solo e lui Leila Organa. Ride tornando indietro, e provando a prendergli il viso fra le mani: «Va bene così, so che mi ami da quello che fai, non mi importa quante volte me lo dici a parole.» I gesti, valgono più delle parole e lei considera tante piccole dichiarazioni d’amore le gentilezze che James le riserva, come coprirla quando la trova a dormire, Dio sa solo come con il culo all’aria o se le compra le meringhe da sciogliere ne latte, una roba non adatta ai diabetici, ma a che lei fa morire di goduria. Prova a schioccargli un bacio, prima di entrare in bagno a preparargli la doccia e gli asciugamani. Intanto che James si lava, lei cambia il letto, e mette tutto in lavatrice. Una volta coricati, farà in modo che sia voltato verso di lei, per abbracciarlo, almeno fino alle quattro del mattino, quando Killian entrerà nella loro camera, e si infilerà fra loro, seguito a ruota dalla sorella.

domenica 1 marzo 2015

Resurgam

Lucille Mary Allen nata il 23 Marzo 2006.  Morta il 4 Maggio 2009.
E udii una gran voce dal cielo, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Ed egli abiterà con loro; e essi saranno il suo popolo e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima son passate». Allora colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio tutte le cose nuove».